Compilare gnome-shell da git su Fedora 14

Da qualche settimana seguo la newsletter di Gnome Shell in attesa dell’uscita dell’attesissimo Gnome 3 prevista nei primi giorni di Aprile. Nel frattempo mi è venuta voglia di provare il nuovo ambiente ma purtroppo la versione fornita con Fedora 14 è molto vecchia e non ha senso usarla, abituandosi ad un modo di lavorare che non sarà quello definitivo.
Cercando in giro sembra che l’unica possibilità sia avviare la live di Fedora 15 alpha, che includerà il nuovo desktop di default, oppure la Suse fornita dal progetto Gnome, ma in questo caso non avremmo a disposizione le ultimissime novità che giornalmente vengono inserite nei sorgenti in sviluppo. Inoltre potremmo fare solo un veloce test in live.
In alternativa è possibile seguire i passaggi suggeriti direttamente dagli sviluppatori per compilare manualmente i programmi necessari con l’intero parco di dipendenze richieste. Niente paura perchè seguendo queste istruzioni si creerà di fatto una sandbox da cui sarà possibile avviare (ed usare) gnome-shell senza intaccare minimamente il sistema in uso. Era proprio quello che cercavo!
La traccia da seguire per la compilazione è scritta nella pagina del progetto (http://live.gnome.org/GnomeShell).
Non scriverò qui la sequenza dei comandi in quanto è gia scritta nella pagina di gnome ed è molto semplice ma riporterò solo qualche indicazione sui passaggi da seguire e la soluzione dei problemi che ho incontrato.
Con “curl” si recupera lo script principale che si occuperà di verificare la distribuzione in uso e delle eventuali dipendenze necessarie alla compilazione.
Eseguendo il “gnome-shell-build-setup.sh” ho installato tutti i pacchetti richiesti tranne due di cui non esisteva traccia nei repository di Fedora (libjpeg-devel e gettext-autopoint). Per il primo ho dovuto sostituire il nome nel pacchetto nel file .sh perchè la F15 non usa più questa libreria ma usa la “libjpeg-turbo-devel” (riga 116 dello script). Per il secondo stesso discorso, il programma autopoint è contenuto in “gettext” e non in “gettext-autopoint” per cui ho sostituito il nome del pacchetto nel file (riga 130).
Ho tralasciato il comando “sudo rm -rf /usr/lib*/*.la” in quanto non si fa riferimento a Fedora.
A questo punto non ci resta che lanciare il:

jhbuild build

ed andare a preparare il pranzo: il programma si occupa di scaricare e compilare uno per uno i sorgenti necessari (sono 40!!); naturalmente una buona connessione internet è auspicabile.
L’unico problema che ho incontrato è stato allo scaricamento di “clutter” di cui non è stato possibile fare il download. Googlando un po’ in rete ho scoperto che c’è un problema con il download tramite protocollo git da sito per cui è necessario scaricare a mano i sorgenti relativi prima di continuare. In una nuova shell eseguire:

cd ~/gnome-shell/source/
git clone http://git.clutter-project.org/clutter

A questo punto è possibile continuare la compilazione precedente rispondendo 1 alle domande poste dallo script. Non ho incontrato altri problemi e il tutto si è conluso con un attesissimo *** success *** [40/40].
Prima di avviare avviare il nuovo desktop dalla sandbox ho dovuto cancellare una libreria non necessaria che generava questo errore:

/home/cimmero/gnome-shell/source/gnome-shell/src/.libs/lt-gnome-shell-real: symbol lookup error: /home/cimmero/gnome-shell/install/lib/gtk-3.0/modules/libcanberra-gtk-module.so: undefined symbol: gtk_quit_add

Per evitare di cancellare il file (non si sa mai…) l’ho rinominato:

mv /home/cimmero/gnome-shell/install/lib/gtk-3.0/modules/libcanberra-gtk-module.so /home/cimmero/gnome-shell/install/lib/gtk-3.0/modules/libcanberra-gtk-module.so_cancellato

Quindi è possibile avviare gnome-shell:

cd ~/gnome-shell/source/gnome-shell/src/
./gnome-shell –replace

Una cosa molto utile di questa procedura fornita dagli sviluppatori è che basta eseguire di nuovo il comando “jhbuild build” per scaricare/ricompilare i sorgenti modificati nei repository e provare le ultimissime novità (la policy di jhbuild è impostata su ‘updated’ nel ~/.jhbuildrc).
Un commento? E’ ancora un progetto giovane ma ha già tutta l’aria di un ottimo lavoro, i miei complimenti!

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Gnome-shell: prime impressioni

Appena uscita la nuova Fedora 12 Beta ho preso la palla al balzo per provare, oltre alla distribuzione (la mia preferita, nemmeno a dirlo), il nuovo ambiente Gnome-shell anche se ancora in fase di test.
Appena avviata la distribuzione, ho scelto la versione live per un test veloce, è necessario soltanto aggiungere quanto necessario con “System–>Amministration–>Add/Remove Software”, ricercando il pacchetto “gnome-shell”. Verranno aggiunte alcune dipendenze e appena terminata l’installazione, non ci resta che abilitare il nuovo ambiente con “System–>Preferences–>Desktop Effects”.
Qui basta selezionare la voce “Gnome Shell” e confermare la scelta.

Il desktop che ci troviamo davanti è praticamente uguale a quello di prima con la mancanza della barra bassa e una nuova barra nera in alto in cui è presente un solo menu “Activities” a sinistra ed alcune icone a destra (rete, volume, preferenze utente).
La novità sta proprio nell’unico menù Activities che da accesso alle attività (una parola che va molto di moda ultimamente).

Gnome-shell-Fedora-Beta-2

Con “Activities” aperto vengono mostrati i desktop presenti, con un effetto tipo “muraglia” e i programmi aperti su ognuno con un effetto tipo “Exposè”. Questo credo dovrebbe essere l’alternativa alle icone della barra bassa classica, praticamente sparite.
Da qui è possibile spostare le finestre dei programmi aperti da un desktop all’altro semplicemente trascinandoli.
Giocattoloso ma superfunzionale il pulsantone “+” a destra in basso, necessario per aggiungere un nuovo desktop e il corrispondente “-” nei desktop vuoti (vi lascio indovinare lo scopo).
Immediatamente disponibili premendo “Activities” ci sono i programmi aperti, i dispositivi, le cartelle principali e i documenti recenti, mentre cliccando su “more” ritroviamo ll tipico menù dei programmi completato da una descrizione per ognuno.

Gnome-shell-Fedora-Beta-1_mod
Devo dire che al primo impatto il menù completo di descrizioni non è molto pulito, soprattutto pensando a quando i programmi installati saranno ormai parecchi, Inoltre è necessario un click in più del solito per avviare un programma da menù. Di contro è stato introdotto anche qui ll campo per la ricerca (find…) che facilità questa operazione. Per aprire un programma su uno specifico desktop è anche possibile trascinare l’icona su di esso.

Gnome-shell-Fedora-Beta-4

Sebbene il mio PC non sia un superPC in fatto di prestazioni, l’impressione generale è di velocità e prontezza (non mi accorgo nemmeno di essere con una live da CD), anche la ricerca è praticamente immediata.
Personalmente la scelta del nero come sfondo non mi piace molto, avrei preferito un colore più “leggero” ma non è escluso che in futuro lo si possa personalizzare.
La sensazione che ho avuto dopo un pò è quella di “un bel vestito” al solito desktop, ma forse è proprio ciò che hanno voluto gli sviluppatori che, senza stravolgere niente, come è stato fatto in KDE pur con ottimi risultati, hanno dato una scrollatina al passato mantenendo due costanti fondamentali: semplicità ed usabilità.
Da Gnome-incallito quale sono credo che si possa fare ben presto l’abitudine ad un diverso modo di usare l’interfaccia grafica anche se ci siamo abituati nel tempo a pochi e saggi cambiamenti. A questo punto però una revisione nell’aspetto del desktop era inevitabile per poter competere in termini di “modernità” con i concorrenti (non solo KDE).