Mr. Hugh Jackman portrait (speed drawing)

Se l’appetito vien mangiando, la voglia vien disegnando (sarà vero?). Dopo il ritratto ad Iron man questa volta ho realizzato Wolverine interpretato dall’ormai arcinoto Hugh Jackman, indubbiamente il miglior Wolverine cinematografico di sempre (forse dovrei dire l’unico).

Stessa configurazione della volta scorsa, solo che ho posizionato la camera in orizzontale. Sebbene ci sia un effetto prospettico dovuto all’inclinazione dell’album da disegno sotto al foglio, il risultato è più arioso e più godibile. Ho speso un po più tempo con la matita leggera perché non ero molto soddisfatto del risultato ma una volta passate le ombre con la 3B e 5B tutto è tornato a posto.

Ho scoperto che, a causa della colonna sonora scelta, gli amici svizzeri e tedeschi non possono vedere i contenuti per cui spero di riuscire, nel breve termine, a caricare un video alternativo, magari esteso rispetto a questi estremamente accelerati.

Il tempo di realizzazione del disegno è stato di circa 2 ore.

Per la colonna sonora ho scelto “Mas que nada” in una versione di Dizzy Gillespie estratta dalla raccolta “Music for latin jazz lovers”.

Buona visione.

 

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Robert Downey Jr (Speed drawing)

Mi sono detto: “Perchè no?”. Oltre a foglio, matite e un PC con la foto modello, ho installato una minicamera sul tavolo da disegno e via. In totale sono servite un paio d’ore suddivise in qualche serata, che ho poi rimesso insieme in un video unico e infiocchettato con musica e titoli. Durante una sessione ho purtroppo posizionato la minicamera troppo vicino al disegno e si è persa la parte della realizzazione del colletto dell’armatura. Pazienza sarà per la prossima volta.

Questa è la versione speed drawing che sposa perfettamente i tempi “internettiani” attuali. Per gli amanti del disegno che hanno più pazienza probabilmente inserirò una versione estesa.

Per la colonna sonora ho scelto “Shoot to Thrill” degli AC/DC inserita anche nel film di Iron Man. Naturalmente un ringraziamento speciale a Robert Downey Jr che è riuscito a stare immobile per l’intera esecuzione del ritratto 😉

Il prossimo? Che ne dite di Wolverine? Stay tuned!

 

Claudio Castellini di nuovo a Lucca C&G

La recente edizione di Lucca Comics & Games ha visto il ritorno di uno dei maestri del fumetto: Claudio Castellini.

Romano, classe 1966, dopo aver vinto il primo premio “Pier Lambicchi” alla Rassegna internazionale del fumetto e del fantastico di Prato nel 1986, arriva l’apertura verso il grande pubblico disegnando per Bonelli due numeri di Dylan Dog (#30 del 1989 “La casa infestata” e #48 del 1990 “Horror paradise”) e successivamente con la caratterizzazione del personaggio di Nathan Never, disegnandone al contempo il primo albo e un buon numero di copertine dei successivi. L’editore voleva un personaggio che si ispirasse a Rick Deckard di Blade Runner, da qui l’idea del trench disegnato come un mantello da supereroe, sempre al vento, che conferiva anche molto movimento alle scene. Per rendere il personaggio più fantascientifico fu disegnato con i capelli bianchi ma neri sui lati, una sorta di Mister No al contrario.

Fu determinante in quegli anni l’incontro con John Buscema, suo ispiratore insieme a Neil Adams, che lo portò in america diventando uno dei primi disegnatori italiani, insieme a Pino Rinaldi, a lavorare per la Marvel. Qui, su una sceneggiatura di Ron Marz, disegnò una Graphic novel di Silver Surfer (Dangerous Artifacts (1996) tradotta in Italia come “Il buio oltre le stelle) diventata in breve una delle sue opere più ricercate. Tutt’oggi Silver Surfer è anche uno dei suoi personaggi preferiti. Avendo avuto molta libertà, tipica delle commissioni Marvel e americane in genere, ha potuto disegnare molti personaggi reinventando spesso particolari che hanno poi fatto scuola. Pensiamo all’impatto fantascientifico delle astronavi di Galactus in pieno stile Star Wars, oppure al Ben Grimm sulla serie di copertine create per i Fantastici 4, dove La Cosa non era un semplice ammasso di roccia ma era disegnata con un effetto anatomico molto evidente. Inoltre Conan molto più fantasy e dotato di particolari del costume inediti fino ad allora.

In fiera Castellini ha portato prevalentemente stampe di opere inedite o commissioni ma nessuna nuova storia a fumetti perché, come dice lui stesso, non vuole al momento sottostare ai ritmi frenetici imposti dalle case editrici. Preferisce dedicarsi al collezionismo e alle stampe d’autore che gli permettono così di equilibrare gli impegni lavorativi con la vita privata senza sacrificare ne l’una ne l’altra. Nessun nuovo lavoro quindi ma durante l’intervista ha dichiarato che sarebbe molto interessato a partecipare alla produzione dei film di genere supereroistico a cui, sebbene già ben realizzati, solo un bravo disegnatore può conferire quella caratteristica dinamica e immaginativa tale che può fare la differenza.

In area performance al padiglione Carducci ha realizzato un Batman, venduto all’asta per Dynamo Camp durante il pomeriggio della domenica. Le presenze al suo stand sono state parecchie a dimostrazione che l’interesse per le sue opere è ancora vivo ed è stato per molti un vero piacere ritrovarlo a Lucca dopo tanti anni di assenza.

 

Buon compleanno Jack!

Per alcuni anni ho pensato che Jack Kirby fosse un pessimo disegnatore.
Perdonatemi.

Alla fine degli anni 70 seguivo le mirabolanti avventure degli eroi Marvel che in Italia venivano pubblicate dalla Editoriale Corno.

Il fumetto Marvel si basava, allora come adesso, su fantascienza, energia, forza (muscolare) e personaggi che rendevano al meglio la loro natura con un disegno piuttosto realistico e ben curato dal punto di vista anatomico e prospettico. Forse la minor disponibilità di disegnatori faceva si che gli artisti in gioco fossero ben differenziati stilisticamente. Ho amato i disegni di alcuni grandi maestri del fumetto supereroistico come ad esempio John Buscema in assoluto il mio preferito, Sal Buscema, George Tuska (come dimenticare il suo Iron Man), o altri come Gil Kane, George Perez, Neil Adams, solo per citarne alcuni. Sembrava che più il disegno era realistico, più il fumetto era bello e interessante. Purtroppo non tutti i disegnatori che mamma Marvel sceglieva erano ai massimi livelli e di tanto in tanto dovevamo sorbirci pessime tavole (non me ne voglia ad esempio Frank Robbins, di cui ho sempre odiato i disegni dell’epoca). Jack Kirby è uno di quelli che mi andava un po di traverso, che ci potevo fare? I suoi Fantastici 4 non mi andavano granchè giù, e quello era lo stile dei suoi primi albi. Ma ancora peggio guardando i disegni fatti negli anni successivi, dove la resa anatomica era indubbiamente compromessa e le prospettive degli sfondi spesso si disfacevano in favore di più o meno complessi scenari.

Kamandi
Poi, piano piano, pagina dopo pagina ho capito la sua grandezza. Con l’uscita di Kamandi, un personaggio ideato e disegnato da Kirby per la DC Comics e pubblicato in Italia sempre dalla Editoriale Corno, ho cominciato a capire la grande forza del suo stile. Ho sentito che aldilà di quelle anatomie storpiate e di quelle facce quasi mostruose si celava un’energia incredibile che nessun altro fumetto, per quanto ben disegnato, sapeva trasmettere. Così ho riscoperto Gli Eterni e molti altri suoi lavori che avevo tralasciato in passato. Ho “visto” l’energia scaturire dalle sue tavole, le espressioni dei visi gridare quando c’era bisogno di gridare e piangere se c’era da piangere. In un certo modo riproponeva lo stile dell’arte espressionista di inizio ‘900 dove la forza dei colori e le composizioni sostituiscono magistralmente qualsiasi canone estetico classico.

Gli Eterni

Disegnatori come Jack Kirby hanno creato uno stile personale nuovo a cui molti altri disegnatori in seguito si sono ispirati. Questo gli ha dato il pieno diritto di entrare nella storia del fumetto e di essere ricordato come uno dei più grandi.

Dovunque tu sia, buon compleanno Jack!