The musical box

Per quelli come me che non hanno potuto vedere i Genesis al momento giusto credo che questa sia sicuramente un’occasione da non perdere. Da tempo seguivo le date di questa tribute band e finalmente ho potuto assistere ad uno dei loro concerti. Quest’anno hanno deciso di mettere di nuovo in scena il mitico concept-album “The lamb lies down on Broadway” che nel 1974 segnò l’apice, e contemporaneamente la fine, di uno dei gruppi storici del rock progressivo britannico: i Genesis. Ah certo, come ben saprete tutti, i Genesis hanno continuato a suonare per molti anni, componendo anche dei pezzi stupendi ma da quell’anno, con l’uscita di Peter Gabriel, non sono mai più stati (ahimè) gli stessi di prima.

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The Musical Box è una band, formatasi a Montreal in Canada nel 1993 per celebrare l’anniversario dell’album “Selling England by the pound” (1973). Dopo questa iniziativa continuarono con altri classici come “Nursery Crime” e “Foxtrot”, riproducendo nel migliore dei modi non solo le sonorità ma anche le scene e i travestimenti che caratterizzavano il gruppo originale. Dal 2000 i Genesis hanno concesso loro i diritti per eseguire anche “The lamb lies down on Broadway”, permettendo lo studio del materiale originale in modo da riprodurre le sonorità nel migliore dei modi.

Genesis, formazione durante un concerto per "The lamb lies down on Broadway"

Genesis durante un concerto per “The lamb lies down on Broadway”

Conosco i veri Genesis solo da materiale multimediale ma sono rimasto veramente sorpreso della cura nell’esecuzione anche dei minimi particolari, perfino la disposizione dei musicisti e le luci sembravano le stesse dell’epoca. Forse proprio noi che non abbiamo potuto seguirli nei primi anni settanta ma abbiamo ascoltato e riascoltato centinaia di volte i loro dischi fino ad impararli a memoria, riusciamo ad apprezzare il minuzioso lavoro che i ragazzi canadesi stanno facendo. Mi sono reso conto alla fine del concerto che i brani sono stati solo minimamente riarrangiati senza stravolgere le atmosfere degli album originali.

Hanno fatto precedere il concerto da un video in cui mostravano filmati dell’epoca e interviste, quasi come volessero rimarcare il loro tributo alla grande band che li ha ispirati.

Fin dall’inizio i brani si sono susseguiti con una carica molto potente, forse un po’ stretta in un teatro ma sicuramente molto trascinante soprattutto per chi conosce già i brani ed è in grado di seguire la storia nel suo svolgimento. La qualità dell’esecuzione è sempre stata di alto livello per quasi tutto il concerto con l’esclusione (a mio giudizio) di “Riding the scree” in cui sembrava che il tastierista fosse talmente coivolto nel suo assolo da non riuscire a rimanere a tempo con gli altri. Altra pecca, non so bene se dovuta alla mia posizione molto decentrata o proprio ad un difetto del mixaggio, era la voce che spesso era soffocata dagli strumenti e si faceva fatica a seguire le parole. Nonostante questo, la voce era molto simile a quella di Peter Gabriel e rendeva un buon effetto. Ottima performance per “The waiting room”, brano strumentale ma molto particolare, di cui sono riusciti a riprodurre molto bene l’atmosfera. Stupendi i travestimenti, da Rael alla “campana rotante” con le immagini delle Lamia, per finire all’uscita dello Slipperman dal tunnel-utero, sicuramente uno dei momenti clou della serata. Il pubblico è stato indubbiamente ed inevitabilmente molto caloroso fino alla fine quando ci hanno regalato anche due perle del vecchio repertorio: “The musical box” e “Watcher of the skies” compresi di travestimenti da vecchio e da guadiano dei cieli. Nei pochi momenti in cui riuscivo a smettere di cantare a squarciagola, sono riuscito a fare qualche foto, per chi non crede ancora allo straordinario effetto “flashback” che questa band riesce a portare in scena.

Intanto io mi metto in attesa per il Foxtrot-tour, sia mai che non gli venga in mente un giorno di rifarlo, passando dall’Italia….

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