Lucca Comics 2012

Quando Lucca Comics finisce ho sempre l’impressione di non aver visto tutto ciò che avrei voluto (ed è sempre proprio così…). Che questa fosse stata l’annata dei grandi numeri me ne sono accorto quando il giovedì pomeriggio mi sono trovato davanti ad un palco che mi è sembrato notevolmente più grande delle scorse edizioni, che sia stato solo l’effetto “tanta voglia di comics”?

Solitamente comincio ad assaporare l’atmosfera della fiera visitando le mostre parallele di Palazzo Ducale e le altre che aprono le porte già qualche giorno prima.

Attendevo da tempo le tavole di Enrique Breccia, uno dei miei disegnatori preferiti, già dai tempi in cui su Skorpio venivano pubblicate le storie di Alvar Mayor. I tratti spezzati e l’atmosfera grezza  dei suoi disegni mi hanno sempre affascinato. Tra le altre in mostra c’erano le matite delle tavole per il nuovo Tex che uscirà (forse) nel 2014 su sceneggiatura di Tito Faraci. Chi le ha viste concorderà con me dell’assoluta maestria di Breccia. Sono riuscito a incontrarlo allo stand di 001 Edizioni e a racimolare un autografo su un suo volume; vederlo mentre disegna uno dei suoi soli spezzati dalle nuvole è emozionante.

Sempre all’interno degli spazi di palazzo Ducale si potevano ammirare le due bravisssime Sara Pichelli e Laura Zuccheri, autrici del manifesto, e benché abbiano un disegno abbastanza standard hanno fatto sfoggio di opere notevoli. Un giovane artista che non conoscevo è Chris Ayers, creatore di un’infinita serie di simpaticissimi personaggi di derivazione animalesca e di ottima fattura; ho assistito ad una sua lezione nel padiglione Junior mentre insegnava ad alcuni bimbi qualche trucchetto.

Tra le foto che ho inserito qui sotto c’è un Simone Bianchi impegnato in una pittura con Wolverine e Spiderman (visibile anche qui) a cui ha lavorato praticamente per i quattro giorni della manifestazione. Stranamente ogni volta che passavo dallo stand era al lavoro allo stesso dipinto ma non credo che siano stati quattro giorni ininterrotti di lavoro; ad ogni modo il risultato conferma quanto già pensavo di lui: ha un disegno fantastico che purtroppo appesantisce con un’inchiostrazione e una colorazione eccessiva in cui spesso anche le posizioni dei personaggi si confondono. In passato ho acquistato alcuni suoi sketchbook dove si possono ancora vedere gli stupendi disegni preliminari.

Degli artisti che sono riuscito a “beccare” al lavoro nell’area performance del games, Lucio Parrillo rimane quello che mi piace di più. Il disegno è favoloso e anche caricato con il colore riesce a mantenete un equilibrio ben giocato tra ombre e luci, quelle luci “cinematografiche” che staccano la figura e conferiscono vitalità all’immagine. Questo tipo di disegno è molto simile in Paolo Barbieri (uno dei “4 moschettieri”) ma forse le immagini di Barbieri sono più statiche seppur sempre di ottima realizzazione. Il suo volume sugli Dei dello scorso anno, secondo me, è migliore di quello uscito quest’anno sull’inferno Dantesto. L’altro moschettiere Luca Zontini ha realizzato un’immagine curiosa e inusuale se paragonata ai classici fantasy ma, seppur semplice, secondo me è ben costruita, mi piace l’aspetto spigoloso del teschio e l’effetto cartoon generale. Nuova presenza quest’anno è Greg Staples che si è cimentato in un primo piano di Batman. Devo dire che lo preferisco nel genere fantasy e la mostra di alcune suo opere, organizzata da Imagine FX Italia subito dietro l’area performance, ne è stata un ottimo esempio. Sempre in area performance mi ha colpito l’Hulk di Frizzi, un classico disegno in stile fumetto proposto in formato grande, che per questo si scosta bene dal genere dalle altre opere.

Quest’anno mi sono interessato un pò (scusate il ritardo) a Diabolik e forse è stato l’anno perfetto per iniziare, visti gli eventi legati ai suoi 50 anni. La mostra in S. Giovanni si è rivelata un viaggio affascinante nella memoria storica dei personaggi nonché ottima carrellata di gadget “Diabolici”; come ad esempio il Diabolik in stile bronzo di Riace. Buona occasione questa per vedere le tavole del nuovissimo DK (di Palumbo-Faraci) che vedrà la luce nella sua veste definitiva solo il prossimo anno (a Lucca è uscita solo una pre-versione con tavole finite e non finite, bianco e nero o addirittura solo sceneggiatura.). Questo progetto segna una svolta epocale nell’universo Diabolik tanto da creare un personaggio (DK) che si staccherà definitivamente da quello classico. Come hanno detto gli autori nell’incontro di presentazione: “o la va o la spacca”. Vedendo le tavole di Palumbo penso che le possibilità di successo ci siano, a partire dal nuovo formato (quello classico Marvel verticale anziché piccolo) che permette un’impostazione della pagina più adatta alle scene d’azione.

A proposito di nuove scoperte, questo è anche l’anno in cui apro le porte ad un altro personaggio che da parecchio tempo mi incuriosiva ma alle cui storie ero riuscito a dare solo alcune fugaci occhiate.

Ma forse questa è un’altra storia.

Per chi volesse rivedere le opere dell’area performance segnalo questo link: www.areaperformance.it/work

A presto.

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