La Gigantessa

Approfitto di questo primo giorno di primavera in cui si celebra la Giornata mondiale della Poesia per pubblicare una piccola perla contenuta in quel «I Fiori del Male» che nel 1857 scandalizzò l’europa, ancora poco avvezza ad un linguaggio e ad un immaginario moderno. Negli stessi anni in cui, in Francia, gli Impressionisti stracciavano la stantia pittura dei Salon e aprivano le porte definitivamente ad un’arte nuova, così Charles Baudelaire sanciva la nascità della poesia moderna con questa raccolta di liriche universalmente considerata come la più importante dell’Ottocento. La traduzione dal francese qui riportata è quella che preferisco

La Gigantessa

Quando Natura in suo estro possente
Concepiva ogni giorno figli abnormi,
La mia gioia sarebbe stata vivere
Accanto a una giovane gigantessa,
Come fa un gatto che voluttuoso
Se ne sta ai piedi della sua regina.
E mi sarebbe piaciuto vederne
Concordemente fiorire con l’anima
Il corpo, svilupparsi in libertà
Nei suoi tremendi giuochi; dalle nebbie
Umide che le nuotano negli occhi
Indovinare se il suo cuore covi
Un tetro fuoco; a mio agio percorrere
Le sue magnifiche forme; strisciare
Sul versante delle enormi ginocchia,
E a volte, in piena estate, quando i soli
Malsani la distendono sfinita
In mezzo ai campi, indolente dormire
All’ombra dei suoi seni, come un placido
Casolare ai piedi di una montagna.

Charles Baudelaire
«Les Fleur du Mal»
XIX

Per oggi niente disegni o foto, a queste parole c’è poco da aggiungere.

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